Teoria Monro – Kellie – Sinossi

ELASTANZA INTRACRANICA:
In tutti i normali esseri umani i cui le fontanelle intracraniche sono chiuse, il contenuto intracranico – cioé il cervello, il sangue ed il liquido cerebrospinale (CSF) – sono racchiusi in una scatola rigida; nei neonati ed in altri pazienti con chiusura incompleta della cranico, l’espansione cerebrale è limitata dalla dura. Nel maschio adulto medio, il cranio racchiude un volume di circa 1450 mL, suddiviso in 1300 mL di cervello, 65 mL di LCR, e 110 ml di sangue. Per la dottrina di Monro-Kellie «il volume della scatola cranica è immutabile, per cui qualsiasi procedimento che aggiunge volume a questo sistema deve quindi spostare tale volume da altre parti del sistema». Quale dei componenti di cui sopra viene spostato per ospitare più volume sarà considerato più avanti.
Nelle prime fasi vi è una resistenza minima di questo spostamento; quando però i limiti di spostamento vengono raggiunti, un’ulteriore aggiunta di volume incontra una resistenza e questa aggiunta deve essere «spremuta» nel contenitore rigido. Ciò si traduce rapidamente in un aumento del pressione all’interno del sistema, portando ad un aumento della ICP, che varia normalmente tra 5 e 15 mmHg (oppure 7,5 e 20 cmH2O). Questo rapporto di ICP ad aumentare il volume dei contenuti intracranici (in un paradigma sperimentale, un pallone subdurale espansione) può essere espressa da un grafico che mette in relazione pressione e volume. Questo modello è solo un modello, e la curva di pressione-volume genera differisce in alcuni aspetti da quella prodotta da altri processi fisiopatologici, ma la forma di base della curva assume una forma sempre più pendente in tutti i casi. La pendenza rappresenta la variazione della pressione prodotta da una determinata variazione di volume: P/V, definito come elastanza. Inizialmente, con bassi volumi che vengono aggiunti, il liquor ed il sangue venoso sono facilmente spostabili, per cui la pressione si alza poco (l’elastanza è bassa). Con un maggiore volume aggiunto, però, spostamenti ulteriori di liquidi incontrano un aumento della resistenza, e la pressione si alza sempre più precipitosamente (l’elastanza aumenta). Una similitudine si ha con una fascia elastica: una trazione iniziale sulla banda suscita poca resistenza, ma con l’aumento della trazione, l’elastico esercita una resistenza sempre maggiore.
Per ragioni semantiche e storiche, la maggior parte dei medici descrive lo stato del sistema intracranico in termini di V/P, cioè di  «compliance» che é l’inverso dell’elastanza: un sistema che ospiterà variazioni significative di volume con un piccolo aumento della pressione presenta un’alta compliance (perché esercita poca resistenza elastica, quindi ha una bassa elastanza), mentre un sistema che ha esaurito i suoi meccanismi di compensazione può ospitare poco volume supplementare senza grandi variazioni di pressione ed ha una bassa compliance (quindi con un aumento dell’elastanza).

Il cranio è una struttura rigida ed anelastica quindi inestensibile. Al suo interno è composto da
volumi relativamente non comprimibili. La sua pressione interna (pressione intracranica, PIC) è
determinata dalla somma dei tre compartimenti in esso contenuti: compartimento parenchimale
(che comprende l’80% del volume intracranico), compartimento ematico (10% del volume
intracranico), compartimento liquorale (10% del volume intracranico).

Su questi concetti anatomici si basa la teoria di Monro – Kellie.

Essa afferma che, affinché vi sia una PIC normale, il volume all’interno del sistema cranio – spinale deve rimanere costante. Esistono quindi meccanismi di compenso (dei sistemi di autoregolazione) che intervengono ad ogni aumento di volume di ognuno dei tre componenti, con una proporzionale riduzione degli altri due, in modo da mantenere una PIC costante. Quando i meccanismi di compenso si esauriscono, anche piccoli aumenti di volume intracranico provocano un aumento di PIC con una curva di tipo esponenziale, causando appunto l’ipertensione endocranica. Principalmente si può verificare una diminuzione del volume ematico intracranico, il passaggio di liquor dai ventricoli e dalle cisterne basali al canale vertebrale, fino d arrivare alla riduzione della produzione di liquor.

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    By: Emanuele

    Sono autore e direttore scientifico di numerose riviste, fondatore del GINP (Gruppo Infermieri Neurologia Pediatrica) ed editor in chief di Academy Case Management Italia. Mi Impegno da tempo per il riconoscimento dell’infermiere specialista dell’epilessia (ESN) e collaboro con alcuni centri internazionali di Case Management anche per la diffusione di modelli assistenziali innovativi orientati alla persona. Sono infermiere di area pediatrica, study coordinator certificate GCP e, nel corso degli anni, ho implementato il pensiero organizzativo Lean Thinking in alcuni setting infermieristici. Uno dei miei interessi è il benessere organizzativo e il bene comune, nonché la diffusione scientifica purché rigorosa di una metodologia EBP, in un’ottica open access. Dopo numerosi incarichi istituzionali e di docenza, attualmente, sono coordinatore infermieristico presso il Policlinico Universitario S.Orsola-Malpighi di Bologna.

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