“E” come Evidence – “E” come etica

Nell’ultimo decennio è emerso con sempre maggiore certezza un dato: le riviste scientifiche non possono più essere giudicate ‒ almeno non a prescindere ‒ una fonte di dati attendibili. Anzi. Occorre quindi ripensare il concetto stesso di “evidenza” che è alla base dell’EBM trovando nuove fonti da valutare per realizzare revisioni sistematiche. Ecco il messaggio che arriva da un editoriale del BMJ Evidence-Based Medicine firmato da Tom Jefferson del Centre for Evidence-Based Medicine dell’University of Oxford e da Lars Jørgensen del Nordic Cochrane Centre di Copenhagen.

“Il filosofo della scienza Thomas Kuhn probabilmente definirebbe l’affidamento che facciamo sull’evidenza derivante da trial pubblicati sulle riviste biomediche un paradigma. Quell’evidenza ci ha servito bene, permettendo la costruzione di una spina dorsale filosofica e pratica per l’assistenza sanitaria evidence based. Ma come tutti i paradigmi prima o poi era destinata a entrare in crisi”, spiegano Jefferson e Jørgensen.

Il primo problema è rappresentato dalla “massa critica” che si nasconde dietro ogni articolo scientifico: si stima che per ogni pagina pubblicata ce ne siano 8000 di dati regolatori sul medesimo trial. Il secondo problema è rappresentato dai bias: nessuno può sintetizzare l’enorme massa di dati relativi a un trial senza effettuare una radicale selezione, effettuata con criteri spesso opachi e/o discutibili. Un “bias di selezione” che impatta talmente in profondità da distorcere non solo i singoli trial ma anche le revisioni sistematiche.

Qual è dunque la soluzione suggerita da Jefferson e Jørgensen? Ignorare l’evidenza derivante dalle riviste biomediche? “Se non prendiamo con la massima urgenza dei provvedimenti, la risposta sarà: probabilmente sì”, scrivono gli autori. È dunque urgente e necessario ridefinire il paradigma E. prima di giungere al punto di non ritorno.

Fonte

Jefferson T, Jørgensen L. Redefining the ‘E’ in EBM. BMJ Evidence-Based Medicine 2018;23:46-47

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    By: Emanuele

    Sono autore e direttore scientifico di numerose riviste, fondatore del GINP (Gruppo Infermieri Neurologia Pediatrica) ed editor in chief di Academy Case Management Italia. Mi Impegno da tempo per il riconoscimento dell’infermiere specialista dell’epilessia (ESN) e collaboro con alcuni centri internazionali di Case Management anche per la diffusione di modelli assistenziali innovativi orientati alla persona. Sono infermiere di area pediatrica, study coordinator certificate GCP e, nel corso degli anni, ho implementato il pensiero organizzativo Lean Thinking in alcuni setting infermieristici. Uno dei miei interessi è il benessere organizzativo e il bene comune, nonché la diffusione scientifica purché rigorosa di una metodologia EBP, in un’ottica open access. Dopo numerosi incarichi istituzionali e di docenza, attualmente, sono coordinatore infermieristico presso il Policlinico Universitario S.Orsola-Malpighi di Bologna.

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