Ci eravamo lasciati con l’ultimo articolo, descrivendo un virus che in quel momento si trovava lontano da noi, a molti Km di distanza, in Cina per esattezza.

E mai avremmo immaginato che a meno di un mese, lo stesso virus potesse non solo arrivare nel nostro paese, ma addirittura cambiare drasticamente la quotidianità di ognuno di noi.

Ciò che fino a qualche giorno fa sembrava inimmaginabile è accaduto ed è sotto gli occhi di tutti.

Ci troviamo di fronte ad un’epidemia che cresce nei dati: i casi in totale sono oltre 100 mila con più di 3500 morti nel mondo.

In Italia, dato di poco fa, si contano quasi 7500 positivi, tra cui si registrano al momento 366 vittime. Dati che divengono ancora più sconvolgenti se si tiene conto delle ripercussioni che si stanno avendo in ogni settore, e i danni per le imprese rischiano di essere incalcolabili: voli cancellati, imprenditori, commercianti e artigiani preoccupati da quelle che sono e saranno le conseguenze sociali ed economiche di questa emergenza che porterà a pesanti ripercussioni e che purtroppo ci metterà molto tempo per tornare alla normalità.

Il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri firmato nella notte appena trascorsa, parla di una regione e 14 province chiuse e tutto questo fino al 2 aprile; chiuse le scuole, fermi i musei, i cinema, i teatri, attività sportive consentite solo all’aperto, locali costretti a chiudere alle 18, messe sospese, posti di blocco per il paese.

Come se non bastasse dopo il decreto si è avuto il cosiddetto fenomeno della ‘fuga di massa‘ che ha visto prendere d’assalto i treni in piena notte. Un esodo incontrollato che ha costretto i Governatori del Sud ad imporre la ‘quarantena’ a coloro che arrivano dal Nord.

Il fatto che il virus circoli dipende dai nostri comportamenti ed è necessario modificare lo stile di vita e le nostre abitudini con semplici regole che ormai conosciamo perfettamente tutti, per evitare il più possibile la diffusione del COVID-19.

Continuare a comportarsi come se niente stesse accadendo sarebbe un gravissimo errore; essere rispettosi delle regole sta a significare invece essere rispettosi per il prossimo che in questo momento è più debole di noi – vedi gli anziani, i pazienti immunodepressi, debilitati, affetti da patologie croniche.

E’ vero, non è semplice cambiare le proprie abitudini in poco tempo, ma tutti dobbiamo impegnarci nel farlo. In questo momento la salute pubblica è la priorità assoluta ed è importante che tutti facciamo la nostra parte.

Tutti siamo tenuti al rispetto di semplici regole sanitarie e di comportamento che ormai conosciamo benissimo: cercare di stare il più possibile a casa è diventata la regola numero uno.

Il lavoro di tutti i sanitari coinvolti, che con competenza, dedizione e spirito di sacrificio lavorano ogni giorno al fianco di questi pazienti, potrebbe non essere sufficiente se non venisse arginata rapidamente la diffusione del virus. Medici e Infermieri in servizio nelle zone rosse lavorano oramai anche tre turni di fila senza riposo. E mentre le Terapie Intensive sono al limite del collasso, nascono i reparti dedicati ai pazienti positivi che non necessitano di supporto respiratorio.

L’imperativo è comunque fare presto, molto presto; perché gli ospedali del Nord che sono in prima linea nella battaglia contro il virus sono in grave difficoltà.

È arrivato insomma il tempo della responsabilità e della prudenza, ingredienti necessari per vincere questa battaglia che dobbiamo affrontare tutti insieme.

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    By: Roberto Cagnazzo

    Infermiere Case Manager presso la Media Intensità di cura del Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna. Consulting Case Manager Academy Case Management – responsabile area Emilia Romagna

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